3 novembre 2023
Claudio Scarpino con questo suo ultimo romanzo prosegue la sua serie Thriller dei “racconti del calzolaio” con una storia ancora più complicata dei precedenti, un indagine complessa che coinvolgerà i protagonisti in maniera molto intima e prevalentemente stressante.
Come al suo solito l’autore utilizza uno stile semplice e lineare per rendere la lettura non solo scorrevole ma anche per “smorzare” una tortuosità oggettiva incontrata duranti le diverse fasi investigative, passando con molta agilità da un disorientamento iniziale ad una verità che, pagina dopo pagina, arriverà ad affacciarsi solo nelle ultimissime pagine, mantenendo per questo sempre alta la tensione narrativa.
Rispetto ai romanzi precedenti posso affermare che personalmente ho davvero molto apprezzato la volontà dell’autore di concentrare tutto su una dinamica investigativa che questa volta ha veramente subito poco l’influenza “dell’intuito investigativo” del Calzolaio, rilegando i suoi dialoghi ad una funzione prettamente “distensiva”, per congelare quasi il tempo e ridettare i tempi narrativi per riprendere fiato ed analizzare i fatti con più obiettività.
Poi un altro aspetto importante da prendere in considerazione è la presenza più “ingombrante” nella dinamica della storia della Rinaldi, di cui possiamo maggiormente apprezzare le doti investigative e la bravura informatica che diventerà fondamentale nella risoluzione del caso.
La trama viene sviluppata dall’autore in maniera lineare, cercando poco di coinvolgere quella parte razionale per impegnare di più quella intima e umana, in una vicenda che solo apparentemente sembrava figlia del caso.
Quando alla fine tutti i pezzi del puzzle poco alla volta troveranno il loro giusto incastro il quadro per i nostri protagonisti sarà finalmente chiaro, pronti a restituire giustizia ad un caso intricato che solo nel suo finale accrescerà quel senso di smarrimento ( leggermente colto nella parte centrale) che amareggia e spiazza il lettore per un crimine scellerato sicuramente vittima di avidità ed egoismo.
La forza evocativa del romanzo è racchiusa principalmente nella forte caratterizzazione dei protagonisti che si mostrano umani e fragili agli occhi di chi legge per stimolare empatia e compartecipazione sincera; questo aspetto renderà più avvincente la lettura e più intima creando distanza su una trama che quasi ovattata si svilupperà in maniera inaspettata.
Tanti complimenti sinceri a Claudio Scarpino ( che ringrazio anche per la fiducia ) che ancora una volta ha scritto un libro molto avvincente con una narrazione scorrevole e ricca di spunti riflessivi in una vicenda che, dimostrando tutta la debolezza dell’essere umano, metterà alla prova la morale del lettore pronto a condannare o assolvere.
Ecco il link dell’articolo completo:
https://walter-bianco-blogger.webnode.it/l/via-cola-di-rienzo-di-claudio-scarpino/?_gl=1*1sbygwu*_ga*MTY4ODIwMjE1LjE2OTU5ODgwNTE.*_ga_YSX1HV0KT8*MTY5OTAxNjkzNS4yMi4xLjE2OTkwMTc3NTMuNjAuMC4w&_ga=2.114049538.468358039.1699016934-168820215.1695988051
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